giovedì 10 novembre 2011

INNESTI E POTATURA

Innesti e Potatura, la tecnica e l'arte

Lo scopo generico che si prefigge chi coltiva gli alberi da frutto, può essere spesso ridurre l'area allo stretto necessario. Ma se esaminiamo il frutteto nel tempo, sempre nuove varietà arrivano nel mercato e queste pongono la necessità di cambiare anche solo in parte alcune varietà non più convenienti. Se poi facciamo riferimento a piccoli frutteti, se non anche a pochi alberi, allora sempre ogni anno, se non anche nella stagione in corso di cambiare gli alberi senza spiantarli. Per questo, sempre gli addetti si sono sempre più specializzati nella pratica, se non nell'arte dell'innestare.

Innestare la stragrande maggioranza degli alberi della stessa "famiglia" tra di loro, per produrre migliore qualità e anche maggiore produzione. Questo, sempre senza cambiare l'albero originale. Possiamo arrivare a raccogliere tante diverse rosacee sul Biancospino e non solo. Ma una delle necessità dell'innesto, è di avere anche  se le stesse varietà, ma in tempi diversi, così si ha il tempo per la raccolta e consumazione, senza il solito bum in certi momenti e poi stop fino all'anno dopo


La potatura annuale generica. Ma che spesso, si ripete anche nella fase vegetante.
La potatura per l'innesto.

L'innesto nella pausa di riposo

L'innesto nel corso della vegetazione; la preparazione dell'innesto
Nel corso della vegetazione, l'innesto è facilitato dal contatto morbido e vegetante, ma è importante preparare l'innesto, facendolo germogliare a nuovo. Può essere fatto, spuntando l'innesto una o 2 settimane prima di tagliarlo, dando la possibilità di nuove gemme (almeno una). Quando non è possibile per varie ragioni, l'innesto, può essere posto in incubatrice fino a germogliare.

La perfezione dell'innesto, mira a nascondere l'innesto stesso, esclusi gli innesti di specie diverse, che hanno il fusto diverso a vista

I diametri nell'innesto a spacco

L'innesto a buccia

L'innesto del fico d'India

L'Innesto del Pomodoro
L'Innesto del pomodoro, è più che altro sperimentale. Ma può capitare qualche ramoscello in particolare, che si vuole riprodurre. L'innesto, offre qualche possibilità in più di riuscita, rispetto alla talea. Il tipo di innesto più riuscito, è quello sotterrato. Sia su un lungo ramo, disteso e coperto (tutto l'innesto, ma quasi fino all'ultima foglia; ma anche tagliando (scegliendo) un pollone già colmato. Naturalmente, le attenzioni sono diverse: evitare il sole diretto fino ad attecchimento; alleggerire in parte la pianta portainnesto; se lo stesso innesto da riprodurre  è piuttosto tenero, o comunque gracile, può essere utile un primo periodo in "incubatrice"; lo stesso dicasi soprattutto, se l'innesto non ha gemme pronte.
Importante, se si vuole riprodurre qualche varietà particolare in inverno, sia l'innesto, ma anche tutta la pianta (in vaso), può essere incubata.

NB abbiamo parlato del pomodoro, perché è molto versatile. Innesti su altri ortaggi, non li abbiamo ancora sperimentati


Con l'occasione, teniamo ad accennare alla potatura del pomodoro
La potatura, ma anche soltanto la defogliazione, si rendono necessarie per alleggerire la pianta e quindi mirare a maggiore e migliore produzione.
La migliore coltivazione del pomodoro, è a sviluppo naturale, a misura della fertilità del terreno. Ma sempre il pomodoro, tende a troppo verde, che poi sconfina nella soffocazione. Per questo, si rende indispensabile una continua "manutenzione". Tagliare nel corso della stagione orticola, almeno 2 volte alla settimana e legare  ancora più spesso, evitando che rami pesanti cadano. Allorché qualche ramo importante dovesse cadere piegarsi, sempre può essere salvato, riportandolo nella posizione ottimale. Se la piega è molto grave, può essere utile avvolgerla con nastro isolante, ma anche riparare dal sole tutto il ramo fino ad avvenuta ripresa.

Fino qui, stiamo parlando di pomodoro coltivato a sostegno. Se invece si volesse coltivare a terra, importante può essere predisporre un telo. Va bene un telo di pvc, ma anche un tessuto generico tipo mouchet. Il telo, è indispensabile per evitare infestazione di erbacce, ma anche il contatto dei frutti con il terreno.
Sempre il telo, si rende indispensabile soprattutto per coltivare le fragole, ma anche per verdure ed ortaggi stagionali.


Della conservazione del pomodoro, ma anche di altri prodotti dell'orto e del frutteto, ne parliamo nel blog dell'Orto in casa e la Serra. Qualcosa, accenniamo anche in Cucina di Ricerca.


Ancora stagione di Innesti
Tanti i nuovi innesti di quest'anno. La maggior parte, li abbiamo fatti su piante già innestate più volte. Così, restiamo nello spazio che abbiamo e facciamo bastare le piante che abbiamo.Ma questo, in prospettiva di poter disporre di spazi più grandi.

Spazi più grandi senza necessariamente acquistarli e senza nemmeno pagare un contributo per l'uso. Avviene qui, in Risaia, dove gli orti sono rari, ma quelli che c'erano, vengono via via lasciati incolti per la migrazione o il decesso dei proprietari.

Che si potesse realizzare qualcosa qui, non lo avevamo previsto. Ma per adesso è l'unico posto che si presta.

Allora, prevedendo spazi più grandi, continueremo a fare innesti, quelli che si possono fare fino a tutto agosto/settembre.
 Per ogni singolo innesto, è previsto fare una pianta indipendente. Poi, ogni pianta, sarà ancora ipotesi di altri innesti, finché ne troveremo di nuovi.

Ritorneremo sull'argomento a caso in tutto l'anno, salvo richieste di gentili visitatori

Anche a voi tutti buon divertimento nel vostro tempo libero e perché no, anche nel vostro lavoro.Ciao alla prossima da AQ

A proposito di innesti
Siamo ad aprile avanzato e i nuovi innesti fanno già la bella figura con l'attecchimento. In particolare quest'anno, il ciliegio sul susino
Ancora sugli innesti, prevediamo un certo lavoro degli innesti vegetanti. Perché con il troppo gelo sono morte tantissime piante. Soprattutto: i fichi, i kiwi, i cachi, i melograni, le viti, solo in parte. Oltre agli ulivi, i più soggetti ad essere morti fino alle radici.

Ancora a maggio avanzato, sempre di innesti
Si conferma la scoperta che la grande causa degli insuccessi, è sempre la poca sovrapposizione della buccia.  Peggio ancora, per gli innesti tradizionali, di spessore diverso. Questo, nonostante in commercio fanno ancora brutta vista gli innesti impeciati.
Sempre si conferma la riuscita del nastro isolante come legatura unica. Difficoltà per gli innesti su rami grandi, per stringere e evitare l'acqua.














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